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Impariamo a giocare

Non lasciare al cane giocattoli che possa usare da solo.
Per i momenti di noia ci sono passatempi diversi: ossa finche, palline, manicotti, ecc. e sono giochi che devono essere fatti assolutamente con il proprio umano. Il gioco, per il cane, deve essere un momento in cui si stringe maggiormente il rapporto con il proprietario quindi anche il padrone deve far parte del gioco. Un cane che ha a disposizione decine di palline, giochini di gomma, manicotti e affini…proprio come un bambino, perderà ben presto interesse per questi oggetti.
Al contrario, il cane che vede il gioco come un momento di gioia che coinvolge cane e padrone sarà sempre più entusiasta e disposto a tutti pur di poter giocare con noi.

 

È il padrone che decide quando si comincia e quando si smette

Il semplice anno di dare “il via alle danze” e di decidere quando è ora di smettere fa sì che il cane veda nel proprietario un superiore gerarchico, passo importantissimo che dovrebbe venire “prima” di qualsiasi tentativo di educazione/addestramento.

Non è questo l’unico momento in cui dobbiamo porci in modo “dominante” ma è uno dei momenti fondamentali. Quindi non aspettate che sia il vostro cane a portarvi la pallina e a invitarvi al gioco anzi, se lo fa, ignoratelo; lasciate passare qualche minuto poi prendete in mano la pallina, chiamate il cane e cominciate a giocare.

 

                Il gioco va gestito a seconda di ciò che pensiamo di fare col nostro cane quando sarà grande

Il gioco deve essere un momento di “unione” e non di distacco: quindi, con un cucciolo molto piccolo, vanno sempre molto bene i giochi che prevedono un contatto fisico (compresa la “lotta”, gestita in modo molto soft); con cuccioli un po’ più grandini si potrà cominciare a giocare con stracci e salsicciotti se il cane dovrà avere un futuro in UD, mentre si può cominciare ad usare la pallina con i futuri cani da agility.

 

                Il cane non deve mai averne abbastanza

E’ importantissimo smettere sempre quando il cane è al massimo della gioia e dell’eccitazione, senza aspettare che si stanchi o addirittura si stufi di giocare.