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L'orto sul balcone

Chi non è stuzzicato pensando alla possibilità di uscire sul proprio terrazzo per cogliere un pomodoro maturo da consumare immediatamente a tavola? Partendo per l'avventura dell'orto in vaso, potremmo essere assaliti dal pensiero delle difficoltà che ci aspetteranno. In realtà coltivare in vaso è molto più semplice che farlo nell'orto... a patto di osservare alcune semplici regole!

La frenesia della vita moderna ci porta a risparmiare tempo anche nelle scelte importanti per la nostra salute, come l’acquisto delle verdure, alla base di una sana alimentazione. Fermandoci un istante a riflettere, ci
accorgeremo che a volte, nella fretta, forse abbiamo trascurato di informarci su ciò che stiamo mangiando: da dove viene, come è stato coltivato, perché il sapore spesso non è gradevole? L’orto sul balcone ci permette per molti mesi di auto produrci una parte importante del nostro cibo, permettendoci di riscoprire i sapori genuini di una volta, restando comodamente a casa. La soddisfazione è garantita!

Le piante innestate sono molto indicate per la coltivazione in vaso perché sono in grado di offrire una produzione molto più elevata per singola pianta, sono più resistenti agli stress di ogni tipo e alle malattie, reagiscono meglio agli attacchi dei parassiti e permettono di avere buone produzioni anche con concimazioni limitate.

Tra le varietà più adatte per il balcone, i pomodori innestati Datterino, Ovalino Zebra, Gigante Tondo Patataro, Cuore Ligure, Ovale Luana, San Marzano, Grappolo, Sardo, Fragolino. I peperoni innestati Giallo e Rosso, i Corno di Toro. Le melanzane Lunga e Tonda Nera.

ESPOSIZIONE IDEALE DEL BALCONE

Tra le specie vegetali, gli ortaggi sono fra i più esigenti in fatto di sole. Molte piante hanno difficoltà a portare a termine in modo ottimale il proprio ciclo produttivo, se hanno esposizione ombreggiata per la maggior parte della giornata. Tuttavia se la luminosità è elevata alcuni ortaggi possono essere coltivati anche senza raggi diretti del sole.

Bisogna considerare anche che l’esposizione soleggiata a sud, molto favorevole in primavera ed autunno, in piena estate deve essere gestita al meglio onde evitare stress per surriscaldamento o carenza idrica, con vasi di piccole dimensioni o problemi di ustioni. Per questo, con la calura estiva, nelle ore centrali del pomeriggio, sarebbe bene che le piante potessero giovarsi di un’area leggermente ombreggiata, che può essere ottenuta con tende, tettoie o sfruttando le zone riparate del terrazzo.

VASI E CONTENITORI PER TERRAZZO E GIARDINO

Per la salute delle nostre piante, più che il tipo di contenitore, è fondamentale la sua dimensione, che deve essere proporzionata alla specie da ospitare. Vasi troppo piccoli non permettono un adeguato sviluppo dell’apparato radicale rispetto a quello vegetativo e nei periodi caldi sono da irrigare continuamente con forti stress per la pianta e impatto negativo sulla produzione.

Piante come zucchine, meloni, angurie, gradiscono contenitori di almeno 50-60 cm di diametro e 40-50 cm di altezza. Meloni e cocomeri tuttavia non sono troppo indicati in terrazzi piccoli o medi a motivo dell’ampia superficie vegetativa sviluppata orizzon- talmente.

Pomodori, peperoni, melanzane, patate, cetrioli, cavoli, gradiscono contenitori di 40-50 cm x 30-40 cm.
Lattughe, cicorie, bietole, sedani, finocchi, cipolle, agli, basilico, aromatiche, 20-30 cm x 15-20 cm.

Per quanto concerne il colore dei contenitori, se essi resteranno esposti ai raggi diretti del sole in estate, anche nelle ore calde del pomeriggio, sarà utile rivolgersi a prodotti con colorazione chiara, che ridurranno il surriscaldamento radicale.

IL DRENAGGIO

Il ristagno idrico è tra i pericoli più temuti dalle piante da orto. Per questo, sul fondodei contenitori, prima di riempirli con il terriccio, è importante posizionare del materialeche favorisca un efficiente deflusso dell’acqua nei sottovasi. Uno strato di 0,5- 2 cm di cocci, ghiaino o argilla espansa assolveranno efficientemente a questa funzione.

IL TERRICCIO

È tra gli elementi più determinanti e sottovalutati per il successo dell’esperienzadell’orto sul balcone. Se per i contenitori abbiamo visto che volendo si può risparmiarealla grande, con i substrati di coltivazione non accontentiamoci di prodotti a basso costo. Molto meglio lasciarsi consigliare dal nostro rivenditore di piantine Orto mio per un terriccio di ottima qualità: il maggior costo che sosterremo sarà ripagato da risultati molto più soddisfacenti. Diversamente, per recuperare, dovremo spendere molti più soldi in fertilizzanti, con risultati comunque inferiori e non garantiti. A nostra discrezione potremo scegliere tra terricci tradizionali già fertilizzati o terricci Bio già concimati, di ottima qualità.

LA CONCIMAZIONE

Come le persone e gli animali, anche gli ortaggi, per vivere e dare frutti abbondanti, necessitano di nutrimento. Se avremo utilizzato un ottimo terriccio già concimato, per le specie a ciclo più breve questo potrà bastare. Viceversa, prima del trapianto, sarà importante arricchire il terriccio del vaso con stallatico e guano o con un concime minerale a lenta cessione, avendo cura di incorporarli in modo omogeneo nel terrenocon un paio di settimane di anticipo rispetto al trapianto, facendo seguire un’irrigazione.Se si concima al momento del trapianto, bisognerà evitare di porre il fertilizzante a contatto con le radici o con il fusto delle piantine.

Le specie che producono a lungo come pomodori, peperoni, melanzane, cetrioli, zucchini,si avvantaggiano di un’integrazione mensile con un fertilizzante complesso bilanciato o liquido Biologico. Oggi infatti sono disponibili anche fertilizzanti Bio liquidi, facili da utilizzare, utili per integrare quelli granulari e per una più rapida ripresa di piante stentate.

IL TRAPIANTO

Prima di mettere a dimora le piantine, assicurarsi che il loro pane di terra non sia troppo asciutto. Nel qual caso, irrigare abbondantemente, se necessario mettendole a bagno in un secchio. Praticare una buchetta nel terriccio e posizionarvi all’interno il pane di terra della piantina. Se si tratta di una specie con cubetto pressato, come le lattughe, lasciare circa 1/3 del cubetto fuori da terra, mentre per le altre interrarle, in modo che la base del fusto sia al livello del terreno del vaso. Quindi premere energica- mente il terriccio intorno al pane di terra e irrigare abbondantemente.

L’IRRIGAZIONE

È bene sapere che l’acqua di rubinetto addizionata di cloro, prima di essere distribuita alle piante, andrebbe lasciata riposare per alcune ore dentro secchi o innaffiatoi all’aria, affinché questo disinfettante possa evaporare, evitando così il rischio di danneggiare i microrganismi utili del terreno e rallentare lo sviluppo degli ortaggi.

Le necessità idriche delle piante in vaso sono molto variabili in funzione di specie, età della pianta, temperatura esterna, esposizione, ecc.
Il tipo di terreno, che può trattenere più o meno acqua, ha un ruolo importante nel dettare l’intervallo di tempo più o meno lungo che deve intercorrere tra un’irrigazione e la successiva. Come regolarsi allora? Basta tenere presente che ad inizio primavera la pianta necessita di poca acqua nel primo periodo di coltivazione. Subito dopo il trapianto effettuiamo una buona irrigazione (massimo mezzo litro per pianta in vasi da 40 cm), poi per le piante da frutto (pomodori, peperoni, ecc.) attendiamo sempre che il terriccio in superficie sia ben asciutto prima di procedere ad una nuova innaffia- tura, che non deve essere mai troppo abbondante. Per le lattughe la frequenza sarà maggiore, ma sempre attendendo una visibile, leggera asciugatura superficiale.Quando le piante sono più cresciute e le tempera-

ture molto più elevate, aumentiamo notevolmente i quantitativi di acqua, affinché le piante non vadano in carenza nelle ore più calde della giornata.